Troppo sole quest’estate? Ecco come rimediare ai danni dei raggi UV

Un colorito baciato dal sole potrebbe sembrare un desiderio innocuo, specialmente nei mesi estivi quando stare all’aperto è una gioia…ma non è così! Un’eccessiva esposizione ai raggi UV può danneggiare gravemente la pelle causando rughe, disidratazione, macchie e colorito spento (per non parlare poi del rischio di sviluppare tumori cutanei). C’è, però, una buona notizia, con la corretta routine è possibile ridurre ed eliminare i danni causati dall’eccessiva tintarella. Questo articolo ha lo scopo di riassumere i trattamenti e i principi attivi efficaci nel trattare i danni da fotoinvecchiamento. Per molte delle sostanze citate farò più avanti un post dedicato con informazioni approfondite.

Secondo l’American Skin Association, il sole danneggia la pelle ogni volta che si va all’aperto senza protezione solare (sì, anche nei giorni nuvolosi). I raggi ultravioletti attraversano nuvole e vetri, penetrando nell’epidermide e deteriorando lo strato intermedio della pelle noto come derma. In sostanza, senza protezione i raggi UV penetrano in profondità nella pelle, causando irritazione e arrivando persino modificare la composizione genetica dell’epidermide, il che può portare al cancro della pelle.

lettini solari sono sicuramente un altro grande colpevole quando si tratta di danni da sole. Indipendentemente dal fatto che si sia usato un lettino abbronzante solo qualche volta per ottenere un’abbronzatura di base prima di una vacanza o che si tratti di un’abitudine, utilizzandoli la pelle subisce danni cellulari anche più gravi di quelli causati dal sole, perché i cambiamenti si verificano molto più rapidamente rispetto alla normale esposizione. Ciò è attribuito al tipo di raggi ultravioletti utilizzati nei lettini – gli UVA – e alla loro intensità.

Docce abbronzanti o esposizione all’aria aperta senza protezione, in entrambi i casi i segni inizieranno a manifestarsi! La pelle danneggiata apparirà opaca, iperpigmentata, avrà un tono irregolare e, naturalmente, si coprirà di rughe e linee sottili. 

Quando la cute inizia a mostrare questi segni si parla di fotoinvecchiamento, ovvero di invecchiamento precoce dovuto all’esposizione ripetuta ai raggi UV (è confermato che oltre l’80% dei segni dell’età non sia causato dalla genetica…ma dalla luce solare!)

Nello specifico per capire se la nostra pelle ha risentito delle troppe ore al sole, basta cercare i classici segni dei danni da UV: iperpigmentazione della pelle che appare spenta e dal tono non uniforme, macchie cutanee, peggioramento delle macchie preesistenti e delle cicatrici da acne, pelle assottigliata con capillari in evidenza specialmente nelle aree più delicate(angoli ai lati del naso, zona sotto gli occhi…). Questo assottigliamento e perdita di elasticità sono dovuti al fatto che gli ultravioletti, quando colpiscono l’epidermide, portano al degradamento del collagene e dell’elastina.

È diventata celebre la foto del viso del camionista, pubblicata sul New England Journal of Medicine, che mostra come il lato sinistro del viso rivolto al finestrino, ed esposto al sole per 28 anni di carriera, sia estremamente più danneggiato del destro.

Il lato del viso rivolto al finestrino mostra evidenti danni da esposizione solare

I medici hanno constato che questo lato mostrava segni coerenti con la sindrome da fotoinvecchiamento di Favre-Racouchot, nota come dermatoeliosi. finestrini dell’auto (e altre superfici vetrate) bloccano tutti i raggi Ultravioletti B (UVB), ma consentono il passaggio dei raggi Ultravioletti A (UVA). I raggi UVA penetrano più a fondo nella pelle rispetto agli UVB, contribuendo all’invecchiamento e alle rughe della pelle, ma per anni gli scienziati hanno pensato che i raggi UVA non contribuissero al cancro della pelle. Gli studi effettuati negli ultimi 2 decenni hanno dimostrato il contrario: i raggi UVA causano danni alle cellule dell’epidermide in cui si verificano i tumori della pelle. Contribuiscono e possono anche iniziare la formazione del cancro della pelle.

Anche se questo tipo di segni potrebbe sembrare permanente, in realtà esistono diverse soluzioni che possono aiutare a ridurne l’aspetto.

I principali principi attivi utili in questo caso sono:

  • Vitamina C (acido L-ascorbico e suoi derivati): utilizzare al mattino prima della protezione solare un siero a base di Vitamina C permette di contrastare gli effetti dei radicali liberi, uniformare il tono della pelle schiarendo le macchie, riparare e prevenire ulteriori danni al epidermide e ai tessuti sottostanti. La vitamina C può risultare irritante per alcuni tipi di pelle e in alte concentrazioni, è quindi bene sempre partire da formule più delicate (5% o 10% per poi salire). Uno dei migliori (se non il migliore) siero alla Vit C in circolazione è l’iconico Skinceutical CE Ferulic. Non è sicuramente a buon mercato! Tre ottime alternative sono: Paula’s Choice C15 Super BoosterTimeless 20% Vitamin C+E Ferulic Acid Serume in crema The Ordinary Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres(questo ha una texture più ricca, consiglio di utilizzarlo la sera prima o al posto della crema idratante)
  • Alfa-Arbutina: l’ Alpha Arbutina è una forma di Arbutina, un derivato delle piante di ribes. Sebbene in pochi la conoscano, sembra essere uno dei composti più affidabili per trattate le macchie cutanee e il melasma – una forma di pigmentazione della pelle dovuta a cambiamenti ormonali e scatenata dall’esposizione solare – in quanto in grado di inibire la sintesi della melanina. Proprio come la vitamina C, funzione alla perfezione nell’uniformare e correggere il tono generale della pelle, ma a differenza dell’acido ascorbico, non presenta gli stessi rischi di irritazione e arrossamento poiché viene rilasciata gradualmente nella cute. Ottimo è il siero di The Ordinary Alpha Arbutin 2% + HA
  • Niacinamide: Spesso utilizzata nel trattamento dell’acne e della pelle grassa, la Niacinamide (vitamina B3) sta rapidamente diventando la nuova star per il trattamento di diverse problematiche della pelle. Oltre a tenere sotto controllo il sebo e a combattere le imperfezioni, infatti, è stato dimostrato come questa sia efficace nel trattare i segni del fotoinvecchiamento riducendo discromie, rughe, ingiallimento della cute e colorito non uniforme. Adoro la Niacinamide, la cerco nella maggior parte dei prodotti che acquisto (è molto comune trovarla in creme, sieri e lozioni, anche quando non citata nella descrizione del prodotto). Per un trattamento ad hoc le migliori sono: The Ordinary Niacinamide 10% + Zinc 1%Paula’s Choice Resist 10% Niacinamide Booster (come si può dedurre, mi piacciono molto questi brand!)
  • Crema solare con minimo SPF 30: in questo caso devo invertire un modo di dire…il miglior attacco è la difesa! Proteggere ogni giorno (estate e inverno, all’aperto e al chiuso) la pelle dai raggi UV che inevitabilmente la colpiscono è il modo migliore non solo per prevenire ulteriori danni, ma anche per ridurre quelli già presenti sulla pelle. Le macchie cutanee, infatti, se esposte nuovamente al sole si scuriscono e i pigmenti penetrano ancora più in profondità, rendendo molto difficile la loro rimozione. Al momento sto utilizzando: Bionike Acteen Spf 50Frezyderm Velvet Sunscreen spf 50Paula’s Choice Resist Anti-Aging Moisturizer spf 30 (leggermente colorata)
  • Laser Fraxel: questi laser sono ottimi dispositivi per ridurre al minimo l’iperpigmentazione, specialmente se usati in combinazione con creme o sieri schiarenti. La procedura è molto efficiente e rimuove la maggior parte delle macchie scure sul viso e sul decolté: i tempi di recupero sono di circa 4-7 giorni. Il Fraxel dual laser è la tipologia che si trova comunemente negli uffici dei dermatologi. È dotato di due laser con diverse lunghezze d’onda in un dispositivo: una mira alla pigmentazione e ai danni solari, l’altra più potente agisce in profondità sulle rughe, la texture e le cicatrici da acne (ha anche tempi di recupero più lunghi). Il funzionamento è relativamente semplice, l’energia dei laser crea minuscole aperture nella pelle che stimolano la crescita di nuove cellule sane per sostituire quelle vecchie e danneggiate. In pratica migliora il turnover cutaneo e la produzione di collagene, una sorta di processo di guarigione e riparazione accelerato della pelle.

Per oggi è tutto…Per le amanti dell’esfoliazione (fatta con cognizione massimo 2 volte a settimana!), date un’occhiata alla review dei migliori acidi esfolianti di The Ordinary.

Alla prossima…have fun!

References:

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